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________LABORATORIO________

Queste note hanno lo scopo di ottimizzare le possibilità diagnostiche del nostro Laboratorio, soprattutto per quanto riguarda alcuni parassiti presenti anche in Italia (anche se più diffusi nei paesi a basso tenore igienico). Per i pazienti nei quali si sospetta invece una parassitosi di origine tropicale, consigliamo di richiedere una consulenza specialistica presso il nostro Ambulatorio (per prenotazioni telefonare al n. 045 6013324 dal martedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30).
PRIMO SCREENING: esame coproparassitologico su 3 campioni + antigene giardia.
I campioni vanno raccolti in formalina a giorni alterni esclusivamente negli appositi barattoli da noi forniti. Si tratta di un esame di base, valido per tutti i parassiti (sia protozoi che elminti) che si possono trovare nelle feci, con l'eccezione di Enterobius vermicularis (vedi sotto). Tale esame è però variamente sensibile a seconda del parassita che si ricerca. Gli esami alternativi di seguito riportati vanno richiesti quando si sospetti in particolare uno dei parassiti indicati, oppure su nostra indicazione, in base al risultato dell'esame coproparassitologico. Benché le tecniche utilizzate siano le più sensibili, è importante comunque ricordare che un risultato negativo non sempre permette di escludere una parassitosi. In caso dubbio, o a fronte di un risultato positivo, è sempre consigliabile richiedere una consulenza presso il nostro Ambulatorio.



PROTOZOI INTESTINALI

AMEBE (Entamoeba histolytica e le altre amebe non patogene)
Cisti di Entamoeba histolytica/dispar.Epidemiologia: sono tutte ancora endemiche nel nostro paese, anche se a bassissima prevalenza (presenti soprattutto in alcune comunità chiuse, o in pazienti psichiatrici, soprattutto se istituzionalizzati).
Esami: ricerca dell’antigene amebico su 1 campione di feci fresche emesse da non più di 24 ore e tenute a temperatura di circa 2 - 8°C (quantità minima richiesta pari al volume di una noce). L'eventuale risultato positivo e' diagnostico per E. histolytica e/o E. dispar. Sierologia per ameba su 1 campione di sangue, un eventuale risultato positivo e' diagnostico per E. histolytica potenzialmente invasiva.
Giardia intestinalis
Trofozoite di Giardia intestinalis.Epidemiologia: protozoo intestinale, spesso associato a diarrea e ad altri disturbi intestinali, ancora relativamente diffuso in Italia. A volte la giardiasi è una parassitosi che può avere un andamento familiare, motivo per cui il riscontro in un paziente motiva l'esecuzione della ricerca anche in tutti i familiari conviventi.
Esame:
ricerca antigene G. intestinalis
N.B.: se la G. intestinalis è l’unico parassita di cui si sospetti la presenza (ad es. per contatti familiari in un soggetto con infezione già diagnosticata, oppure per controllo dopo trattamento), si può effettuare la sola ricerca antigenica su tre campioni raccolti in formalina a giorni alterni.
Dientamoeba fragilis
Trofozoiti di Dientamoeba fragilis.Epidemiologia: protozoo intestinale spesso causa di diarrea o dolori addominali. In alcuni studi epidemiologici sono riportate incidenze che vanno dall'1,4 al 19-20% (in alcune comunità chiuse, o in pazienti psichiatrici, soprattutto se istituzionalizzati tassi di prevalenza anche superiori).
Esame:
colorazione tricromica. La diagnosi si esegue su feci raccolte in SAF. L'esame coproparassitologico può dare solo una indicazione presuntiva sulla presenza di questo parassita. I barattoli contenenti il SAF, unitamente alle istruzioni, possono essere ritirati dal lunedì al venerdì presso il nostro Laboratorio, dalle ore 9.00 alle ore 13.00.
Cryptosporidium sp
Oocisti di Cryptosporidium sp.Epidemiologia: protozoo intestinale spesso associato a diarrea, ma quasi esclusivamente in soggetti immunodepressi; e' inutile cercarlo in assenza di diarrea. 
Esame: ricerca Cryptosporidium sp su un campione di feci raccolte in formalina.

ELMINTI INTESTINALI

Enterobius vermicularis (ovvero i comuni ossiuri)
Enterobius vermicularis egg.Epidemiologia: è il nematode più diffuso in Italia.
Anche se di interesse prevalentemente pediatrico può interessare anche la popolazione adulta. Il sintomo più frequente è il prurito anale (nelle donne anche vulvare) prevalentemente nelle ore notturne; può però dare altri problemi, da generico dolore addominale a pseudoappendiciti.
Esame: la ricerca NON si esegue su feci, ma mediante nastro adesivo (esame Scotch test) fatto aderire nella zona perianale. Il materiale per l'esecuzione del test può essere ritirato presso il Centro Prelievi, Ingresso E, dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 10.30.

Nel caso si notino vermi nell'emissioni fecale, il paziente deve essere istruito a raccoglierli con una pinzetta, metterli in un vasetto con formalina o con alcool etilico denaturato (quello di uso comune) e farceli pervenire per essere esaminati.

INFESTAZIONE DA OSSIURI: PRINCIPALI NORME IGIENICHE
Le seguenti norme igieniche sono indispensabili per evitare una reinfestazione dopo la cura, e vanno seguite per tutta la durata del trattamento e tutta la settimana successiva.
 Lavare le parti intime con mani ricoperte da guanti monouso: alla fine dell'operazione sfilare i guanti rovesciandoli e gettarli subito nella pattumiera.
 Prima di procedere al riordino del letto dove ha dormito la persona parassitata, aprire l'oblò della lavatrice.  Tutta la biancheria notturna (lenzuola, pigiama o camicia da notte o mutande) deve essere cambiata ogni giorno. Indossare altri guanti. Senza agitare o sventolare, raccogliere accuratamente il tutto e buttarlo in lavatrice. Sfilare i guanti e gettarli come sopra detto.
Chiudere l'oblò e programmare, senza detersivo, un lavaggio in acqua calda (min. 70°C).
 Le uova di ossiuri eventualmente presenti verranno distrutte.
 Ricordare inoltre di usare asciugamani separati per ciascun membro della famiglia e di utilizzare sapone liquido anziché saponette.
Strongyloides stercoralis
Larva L1 di Strongyloides stercoralis.Epidemiologia: probabilmente la causa più frequente di eosinofilia nella popolazione anziana in Italia, sebbene si possa riscontrare anche in soggetti giovani. Un'eosinofilia deve sempre indurre il sospetto di strongiloidiasi, a meno che non siano chiaramente emerse altre cause (ad esempio un'allergia ben identificata). Quando esiste il sospetto (eosinofilia) è fondamentale porre diagnosi, poiché in caso di strongiloidiasi non riconosciuta, anche asintomatica (può rimanere tale anche per molti anni, oppure provocare dolori addominali ricorrenti, tosse o altri disturbi respiratori, prurito o altre manifestazioni cutanee), vi è sempre il rischio, in caso di immunodepressione anche temporanea (ad esempio da trattamento corticosteroideo), di strongiloidiasi disseminata (con esito letale anche in pochi giorni).
Esami: sierologia per Strongyloides stercoralis su 1 campione di sangue; coltura per Strongyloides stercoralis su 1 campione di feci fresche emesse da non più di 24 ore e tenute a temperatura ambiente (quantità minima richiesta pari al volume di circa 50 ml, cioè circa mezzo barattolo da urocoltura). La coltura per S. stercoralis viene normalmente eseguita solo a fronte di un risultato sierologico positivo.

N.B.:la coltura per S. stercoralis è un esame su prenotazione. Telefonare al nostro Laboratorio al numero 045 6013311 dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00.


Laboratorio
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Ospedale classificato ed equiparato Sacro Cuore - Don Calabria Via don A. Sempreboni, 5 - 37024 Negrar, Verona (Italy)
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